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di Antonella Viscomi

La gente di Calabria è un popolo di profonda fede religiosa e nel contempo ha una radicata tradizione che manifesta specialmente nei rituali della Pasqua, che ha la sua cadenza nella stagione della primavera, con antichi riti esaltanti la rinascita della natura.

 In tutti i paesi della nostra terra di Calabria si svolgono le funzioni religiose e "laiche" con sentita partecipazione ma in alcuni luoghi la devozione popolare raggiunge una rappresentazione molto particolare e suggestiva.

giangiurgolo

di Antonella Viscomi

Il Carnevale è la festa popolare per eccellenza degli eccessi e del divertimento, una fuga dalla realtà, sovvertimento dell'ordine normale delle cose solo per pochi giorni. L'origine più antica risale ai riti pagani delle feste dionisiache greche e ai saturnali romani. In epoca cristiana la "festività degli eccessi" prelude il periodo di purificazione quaresimale. Carnevale, "carnem levare" espressione latina che indicava in origine il grande banchetto di carne che si teneva il martedì(detto per tale motivo "grasso")che precedeva il Mercoledì delle Ceneri. Via via si iniziava a celebrare il banchetto il giovedì e la domenica precedente allo stesso martedì grasso.

Nei tempi più antichi  la festa carnevalesca mascherava con la sua allegria e il suo capovolgimento dei ruoli il sottile e celato desiderio di uguaglianza dove il povero diventava ricco,il contadino era il nobile, e attraverso la maschera, lo scherzo, la comicità il popolo esprimeva una visione di vita alternativa a quella reale da popolo sottomesso ed oppresso. Non è un caso che molte maschere venivano rappresentate nella Commedia dell'Arte.

di Rosario Commodaro.

   Le origini della ceramica a Squillace sono legate, con molta probabilità, alla colonizzazione greca e al dominio romano, come testimoniano i reperti dell’area archeologica sita in località Roccelletta del Vescovo di Squillace, nel territorio di Borgia, nelle vicinanze di Catanzaro Lido. La produzione iniziale interessa manufatti di uso domestico, dunque legati alle necessità della vita quotidiana. Ma, è intorno al V-VI sec., in epoca bizantina che inizia la diffusione della ceramica artistica con la prima diversificazione del prodotto e una specializzazione dei vasai.    Fino al fine degli anni sessanta, gli artigiani “pignatari” di Squillace, cavavano l’argilla da una vasta pianura in calcare che forniva non solo argilla adatta alla produzione di manufatti d’uso domestico, ma anche argilla particolarmente adatta all’ingobbio, una particolare tecnica decorativa a graffio, che rappresenta ancora oggi il codice identificativo della ceramica artistica di Squillace.    Tra il ‘500 e il ‘600 la produzione ceramica di Squillace viene molto apprezzata anche sotto il profilo artistico e all’interno degli stessi artigiani comincia la distinzione tra “pignatari” che si dedicavano particolarmente alla produzione di utensili d’uso domestico, e “fajenzari” i mastri vasai che lavoravano con grande competenza tecnica l’argilla, ricavando manufatti artistici di eccellente fattura.    Oggi sono ormai tutti scomparsi i vecchi “pignatari”, ma per fortuna, molti giovani ancora continuano questa antica tradizione.vasaio sqillace 1

La denominazione “pignatari” è riferita alla cosiddetta “pignata”, recipiente in creta, ancora oggi molto noto e in uso, che serve per la cottura dei legumi, soprattutto dei fagioli. Per secoli gli artigiani vasai hanno lavorato, con grandi sacrifici, e con procedimenti rudimentali, in botteghe spesso molto umide e poco illuminate. Un lavoro che svolgevano, però con tanta passione perché per molti consisteva nell’unico mezzo di sostentamento della famiglia. Era, tuttavia, un’attività poco redditizia, per questo, nel tempo, è nata la sfiducia e di conseguenza il disimpegno. Oggi, questa nobile arte è tornata a rifiorire, questo grazie alla solerzia di qualcuno che ha ripreso l’antico mestiere della famiglia, e all’intraprendenza di alcuni giovani allievi dell’Istituto Statale d’Arte di Squillace, i quali terminati gli studi, hanno maturato l’idea di far rivivere il gusto dell’antico della tradizione, con l’intento di riproporre quello che resta di un’epoca assai lontana.

di Rosario Commodaro.

   Lungo le due vallate che circondano la città di Squillace, due fiumare, percorrono, per circa 4 Km, un territorio sovrastato da una rigogliosa vegetazione naturale quasi incontaminato. Lungo ilMulini Squillace 1 loro corso sono ancora visibili i ruderi di una civiltà agricola che la storia ci ha consegnato, come testimoni di una vita materiale e di tradizioni sociali: i mulini ad acqua.

Sono monumenti di enorme interesse storico, e socio-economico, che le nostre generazioni, ancora non hanno saputo proteggere. Qualcuno di essi, verosimilmente, risale al periodo della colonizzazione bizantina, o immediatamente successivo. Tuttora, non vi è alcuno indizio storico, ma un valido contributo a sostegno di questa tesi, potrebbe fornirlo la loro toponimia, soprattutto, per quanto concerne i mulini di: Raca, Alui e Alezzi. Infatti, analizzando attentamente l’etimologia delle denominazioni, ci si accorge che vi sono validi e inoppugnabili elementi per determinare l’origine e l’influsso greco-bizantino.

presila.castellodi Salvatore Tozzo, architetto e ricercatore di storia locale.

Il territorio che congiunge i comuni di Albi, Taverna e Magisano (ricadenti nel Parco Nazionale della Sila) conserva testimonianze di notevole valore artistico-culturale, alcune ancora da scoprire, altre che aspettano una buona e costante salvaguardia oltre ad una moderna promozione. L’area interessata patria del grande pittore Mattia Preti ( Taverna 1613 - Malta 1699) oltre a quanto già detto, è caratterizzata dalla presenza di una vegetazione rigogliosa che convive con ruscelli e corsi d’acqua e con una fauna da tutelare.presila.cascata finoieni

Fra gli obiettivi da perseguire, nel prossimo futuro, vi sono lo studio, la conservazione e la valorizzazione dei beni naturalistici e storico-culturali, delineando linee coerenti per lo sviluppo futuro affrontando delle indagini specifiche capaci di riportare alla luce quelle che furono le vicende storiche, artistiche e i modi di vita delle popolazione che ci hanno preceduto. Sarà importante provvedere a trasmettere il proprio patrimonio, materiale ed immateriale, nel tempo e nello spazio attraverso l’uso di nuovi ritrovati tecnici e scientifici.

Reperti di notevole valore storico ed artistico.

Monumenti millenari, testimoni del passare del tempo e dei popoli, aspettano di essere riportati alla luce. L’archeologia, disciplina