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pasqua.vattienti

di Antonella Viscomi

La gente di Calabria è un popolo di profonda fede religiosa e nel contempo ha una radicata tradizione che manifesta specialmente nei rituali della Pasqua, che ha la sua cadenza nella stagione della primavera, con antichi riti esaltanti la rinascita della natura.

 In tutti i paesi della nostra terra di Calabria si svolgono le funzioni religiose e "laiche" con sentita partecipazione ma in alcuni luoghi la devozione popolare raggiunge una rappresentazione molto particolare e suggestiva.

 Nelle comunità arbereshe, come quella di Civita(CS), i riti della Grande Settimana Santa iniziano il Sabato precedente la Domenica delle Palme noto come il Sabato di Lazzaro poichè nel passato era consuetudine commemorare la resurrezione di Lazzaro e dove gruppi di persone al vespro del sabato e all'alba della domenica andavano in giro per il paese portando foglie d'alloro e cantando una specifica Kalimera(canto sacro popolare). Seguono i giorni delle "sacre ufficiature" . La Domenica di Pasqua la funzione "Fjalza e Mire", Messa Solenne le campane suonano a festa, si leggono i Vangeli e si distribuiscono le uova colorate di rosso. I festeggiamenti pasquali proseguono fino al Martedì di Pasqua con la "Vallja" una danza popolare cadenzata eseguita cantando in coro un'antica canzone tradizionale arbereshe(nel rievocare le imprese dell'eroe Skanderberg nella vittoria sui turchi del 27 aprile 1467 coincidendo nel martedì di Pasqua).

Sempre la Domenica delle Palme a Bova (paese nell'area grecanica in provincia di Reggio Calabria), si svolge il rito delle "Pupazze". Una particolare processione in cui sfilano  creazioni di figure antropomorfe femminili realizzate con foglie d'ulivo intrecciate e applicate su supporti di canne selvatiche e decorati con merletti, fiori, nastri colorati, frutta e primizie di stagione che hanno origine in antichi riti e miti precristiani delle festività del ciclo delle stagioni dove la palma e l'ulivo sono simboli di fertilità, rinascita, bellezza, augurio di buona salute e longevità. Tali simboli dapprima in epoca binzantina e poi in quella latina vennero adottati alle esigenze e ai tempi della liturgia cristiana della Domenica delle Palme nel senso che è più consono a noi ricordando il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme in sella ad un asino, accolto dalla folla con canti e rami di palme.

pasqua.cumprunta

 A Caulonia  la Domenica delle Palme avviene la "Bussata" i fedeli si recano davanti l'ingresso della chiesa Matrice per essere accolti in preghiera e adorare Gesù Sacramento, segue la benedizione delle Palme poi, per tre sere consecutive  avviene "A Gira" ovvero  le confraternite in cortei percorrono il perimetro della chiesa(esterno ed interno) con fiaccole e canti. Alle funzioni del Giovedì Santo segue il Venerdì Santo  "A Chiamata da  Madonna" allorquando la statua della Vergine Addolorata irrompe in chiesa evocata dalle parole del parroco che depone sul suo grembo il Cristo morto. Il Sabato Santo la rappresentazione della Passione di Cristo avviene con la processione devozionale detta "Caracolo"(anche a Girifalco, paese in provincia di Catanzaro, tale processione porta la stessa denominazione).  Il termine "caracolo" deriva dall'arabo Karhara e vuol dire girare. La Domenica di Pasqua, dopo la Santa Messa, nella piazza del paese avviene la "Svelata" che racconta attraverso il peregrinare delle statue di San Giovanni, della Madonna e del Cristo Risorto la lieta notizia della Resurrezione di Gesù.

 In tutte le città e i paesi della Calabria  le funzioni liturgiche e le processioni devozionali della Settimana Santa sono vissute dalla popolazione con grande partecipazione, cura ed attenzione e con grande trasporto emotivo. Molto curata e sentita è la preparazione e visita dei "Sepolcri" che in alcuni territori vengono detti anche "Piatti della Madonna".

La preparazione, solitamente, comincia il primo venerdì di quaresima. Generalmente le donne, spesso e volentieri le mamme con i loro bambini, in alcuni contenitori o meglio piatti dispongono della stoppa o batuffoli di cotone e "seminano" grano, lenticchie, ceci o altri cereali che verranno innaffiati ogni due giorni e sistemati in un luogo buio. I germogli di colore paglierino cresceranno e per il Mercoledì-Giovedì Santo saranno decorati ulteriormente con piccoli fiori(soprattutto di color viola)e portati in chiesa in omaggio all'altare della Madonna Addolorata o in apposite zone allestite nella stessa chiesa. La funzione religiosa del Giovedì Santo ripropone l'evento evangelico dell'Ultima Cena e ogni chierichetto riceve un pane benedetto con l'incisione a croce oppure in alcune località la forma del pane è a ciambella denominata cullùra o cuddùra.

Tra i  riti del Venerdì Santo  e  del Sabato Santo si annoverano le processioni devozionali come "A Naca" a Catanzaro, la processione delle "Varette" e dei "Misteri" a Cassano allo Ionio e ad Amantea(CS), la "Giudaica" a Laino Borgo(CS), il rito dei "Vattienti" a Nocera Terinese(CZ) e a Verbicaro(CS).

La processione "A  Naca" ha origine molto probabilmente sotto la dominazione spagnola, rievoca la Passione di Cristo. La processione penitenziale si svolge nel pomeriggio del Venerdì Santo e parte da una delle quattro chiese(dell'Immacolata, del Carmine, del SS Rosario, del San Giovanni) del centro storico della città, si snoda per le vie della stessa sotto la guida delle relative Confraternite con le loro croci  e i loro stendardi.

pasqua.naca

 Il termine "naca" viene dal greco nachè e significa culla. La portantina sulla quale viene adagiato il simulacro del Cristo morto sembra proprio una culla ornata di damasco, raso e seta, di fiori, di lumi ed angioletti di cartapesta posti intorno ad essa e che sorreggono i simboli della Passione di Gesù: calice, chiodi e martello. In epoca passata la Naca veniva portata a spalla dai rappresentanti delle Corporazioni e dei Mestieri. In tempi recenti dai rappresentanti delle Forze dell'Ordine ed attualmente dai  rappresentanti dei Vigili del Fuoco. L'andamento dei portatori dev'essere "dolcemente annacante", dondolante. Alla "Culla" segue la statua della Madonna Addolorata vestita con un abito nero e rappresentata con un cuore trafitto da sette spade che simboleggiano i sette dolori della Madre di Cristo. La folla partecipa con profonda commozione nel la preghiera e con i  canti della Via Crucis.

Nella processione delle "Varette" e dei "Misteri" di Cassano allo Ionio viene rappresentata la Passione, la Morte e la Resurrezione di Cristo Gesù con statue di cartapesta che raffigurano le stazioni della Via Crucis. Seguono i "Disciplini", incapucciati, scalzi che si battono con catene e corde per penitenza. Il suono della "troccòla"(cassa armonica di legno in cui battono dei martelletti)  e il canto-lamento  " 'U Jesu" innalzato da gruppi di donne ricordano al popolo il periodo di lutto e di penitenza.

La "Giudaica" che si svolge a Laino Borgo rappresenta la Passione e Morte di Cristo dove partecipano numerosi attori popolari (circa 150). Viene replicata per l'intera giornata all'aperto nelle piazze e per le vie del paese. Tale rappresentazione ha cadenza biennale. Il Museo Civico di Laino Borgo ospita la mostra permanente della "Giudaica" con documentazione fotografica a partire dal 1912 e con i costumi d'epoca indossati dagli attori nella rappresentazione.

A Nocera Terinese la processione che si svolge il Sabato Santo, nota per il rito dei "Vattienti",  è rappresentata da esponenti di una confraternita che indossano una veste bianca e in testa una corona di spine che portano a spalla la statua della Madonna Addolorata per le vie del paese fino a raggiungere la zona più alta denominata Calvario. La folla innalza canti religiosi e nel corteo arriva correndo un uomo scalzo con calzoni corti e che si percuote a sangue le cosce ed i polpacci con il "cardo"(pezzo di sughero con  tredici schegge di vetro). Il "vattiènte" è legato con una cordicella nera all'Ecce homo(rappresentato da un ragazzo a dorso nudo e con alla cintola un drappo rosso e che porta sulle spalle una croce di legno ricoperta da un telo rosso). Sulle ferite del vattiènte viene versato dal "portatore di vino"(nel passato a Terranova da Sibari veniva definito " 'u spruffatùre" poichè il vino era spruzzato con la bocca) del vino misto ad aceto che disinfetta e nel contempo fa fluire il sangue costantemente. La funzione del vattiènte penitente ed espiante è di "voto" per il bene proprio, della propria famiglia o della collettività. Oggi tale manifestazione ha subito trasformazioni nei tratti più "cruenti" in seguito alle proibizioni delle autorità civili e religiose.

La Domenica di Pasqua, la Resurrezione di Cristo, la gioia, la festa,  la rinascita si  manifesta nel creato e in ogni creatura. In ogni città, in ogni paese il popolo partecipa alla Messa Solenne e segue nella stessa giornata in molti luoghi la caratteristica processione della " Affruntàta"(in Vibo Valentia, in Bagnara, in Polistena) o della "Cunfrùnta"(a Girifalco, a Stalettì) "Cumprùnta"(a Badolato), ovvero una suggestiva rappresentazione che manifesta l'incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna sua Madre.

Molto suggestiva è la Cumprùnta che si svolge a Badolato. La processione si snoda per tutto il borgo antico e culmina in piazza S.Barbara.E' curata dalle Confraternite del SS Rosario e  di Santa Caterina d'Alessandria d'Egitto e di Maria SS Immacolata contraddistinti dai loro colori e dai loro stendardi. Durante la processione vengono portate a spalla le statue di San Giovanni, della Madonna Addolorata e del Cristo Risorto. La Confraternita di S. Caterina, contraddistinta dal colore rosso anche nello stendardo, rappresenta l'Apostolo Giovanni. La Confraternita del SS Rosario con lo stendardo bianco e la mantellina nera, avvia la processione e dalla chiesa Matrice lo stendardo inizia la sua affannosa corsa e ricerca dell'Addolorata che ancora non sa dell'avvenuta Resurrezione. Le statue dell'Addolorata e del Risorto sono poste agli antipodi del percorso, lo stendardo del SS Rosario per ben tre volte fa da spola e da messaggero tra il Cristo  Risorto e Maria SS  fino a quando lo stendardo di S.Caterina, che rappresenta San Giovanni, sfreccia e s'inchina d'innanzi all'Addolorata portando la lieta novella. A questo punto Maria fa tre inchini e si lancia in una straordinaria corsa verso il Figlio Risorto, la sua veste nera scompare ed Ella riappare in una risplendente veste bianca. Il "mistico" incontro è molto emozionante, la folla esplode in esclamazioni di gioia, le campane suonano a festa, le statue vengono incensate e segue il "Ballo degli Stendardi" in onore del Cristo Risorto e di Maria.

Come per ogni festa anche per le ricorrenze pasquali  la gente di Calabria ha i suoi dolci di antica tradizione che spostandosi da un paese all'altro hanno varie denominazioni ma simili negli ingredienti e nella forma ovvero: cuzzupe, cuculi, cudduraci, nguti, campanari, pizzatole, nepitelle, cassatelle. Dolci semplici, con componenti aromatiche e genuine del raccolto della amata terra calabrese.

 Fondamentale è la presenza dell'uovo (così pure in molte pietanze salate)simbolo di fecondità, di vita. Oggi le ricette tradizionali sono facilmente confezionate nei laboratori di modernissimi panifici e pasticcerie con straordinarie realizzazioni e produzione anche prima dell'avvento pasquale.

pasqua.cuzzupe

 Un tempo ogni famiglia faceva le sue cuzzupe,  rigorosamente una per ogni membro e di dimensioni diverse piccole per i bambini, grandi per gli adulti. Composte in svariate forme a ciambella, a ciambella intrecciata, a cuore, a chiocciola, a pesce, a bambola, a cestino, filoncino intrecciato(cuculo). Decorate ulteriormente con  una glassa simile alla ghiaccia reale e con confettini di zucchero colorati. Chi aveva la disponibilità  le cuoceva nel forno a legna di famiglia oppure  al forno del pannettiere della zona che, per l'importanza della festa conviviale, metteva a disposizione.  Molto importante, inoltre, era la presenza delle uova "incastonate" nel dolce quando vi era un fidanzamento tra due giovani promessi sposi. La fidanzata regalava una cuzzupa al proprio fidanzato con sette uova decorative "ccu setta s'assetta" ovvero il fidanzamento avrebbe portato al matrimonio al più presto e, al futuro suocero con nove uova "ccu nova si rinnova(rinnoma)" e cioè che dal matrimonio il figlio maschio avrebbe" portato" il nome del suocero stesso.        Sempre di antica tradizione era pure consuetudine fra amici e parenti farsi dono reciproco delle cuzzupe per l'augurio delle buone feste. Se ne accumulavano così tante da consumare a qualsiasi ora ma molto più nel rito della prima colazione "tuffate" in profumatissime e golosissime "suppe e latta".

Ricetta della cuzzupa.

Ingredienti: 1kg di farina00; 7 uova; 250g di burro fuso(o  200g di strutto, o 150g d'olio d'oliva); 250g di zucchero; 200ml di latte; 2 bustine di lievito in polvere; buccia di 1 limone grattugiato. Preparazione: sistemare la farina a fontana e dentro tutti gli altri ingredienti. Mescolare, impastare e rendere il composto liscio ed omogeneo. Formare le cuzzupe sistemare le uova con guscio(possono essere sia sode che crude). Adagiare su una teglia con carta forno. Cuocere in forno caldo a 180° per circa 20-30minuti. Se si vuole a fine cottura si può glassare con la cremina bianca( ottenuta con 2 albumi montati con un paio di cucchiai di zucchero e un po' di succo di limone)e un po' di codette di zucchero. Ripassare in forno per altri cinque minuti.

Ricetta dei cuculi di pasta brioche.

Ingredienti: 1 kg di farina 00(meglio0 o manitoba);4 uova;1 bicchiere di zucchero; 1 bicchiere e1/2 di latte; 1bicchiere d'olio d'oliva(oppure 150g di burro fuso); 1bicchierino di liquore anice; la buccia grattugiata di 1 limone; 1 cubetto di lievito di birra; uova per guarnire. Procedimento: sciogliere il lievito con poco latte tiepido, sbattere le uova con lo zucchero, aggiumgere il latte, l'olio e tutto il resto. Lavorare l'impasto finchè il composto risulta sodo ed elastico. Lasciare lievitare per 2 ore, dopo dividere l'impasto in sei pezzi e formare dei lunghi cordoni da piegare in due parti e dove verrà sistemato l'uovo decorativo quindi intrecciare. Sistemare i cuculi su una teglia con carta forno e far lievitare per un'altra ora. Decorare ulteriormente con un tuorlo d'uovo battuto e con granella di zucchero. Cuocere a 170-180° per 20 minuti.

Ricetta delle nepitelle.

 Ingredienti  per la pasta: 500g di farina 00; 150g di strutto o burro; 3 uova; 100g di zucchero; la buccia grattugiata di 1 limone e di 1 arancia; 1 cucchiaino di lievito in polvere.

Ingredienti per il ripieno: 150g di uvetta; 100g di fichi secchi; 100g di mandorle; 100g di noci; un po' di cannella; un po' di chiodi di garofano; la scorza grattugiata di 1 limone, di 1 arancia, di 1 mandarino; 1 bicchiere di vino cotto oppure della marmellata d'uva; un bicchierino di liquore vermouth.

Procedimento: disporre la farina a fontana e via via tutti gli altri ingredienti, mescolare ed ottenere un impasto omogeneo. Far riposare la frolla per circa 30minuti. Nel frattempo preparare il ripieno(meglio se preparato un giorno prima). Tritare la frutta secca, unire l'uvetta precedentemente ammollata e strizzata e tutti gli altri ingredienti. Tirare la sfoglia e ottenere dei dischetti dove verrà sistemato al centro un cucchiaio di ripieno. Chiudere a panzerotto, sistemare sulla teglia con carta forno e spennellare le nepitelle con tuorlo d'uovo leggermente battuto. Cuocere a 170-180° per circa 20-30minuti.

Queste sono le nepitelle dal classico ripieno ma si possono effettuare delle varianti con crema di nocciole, con ricotta o con "sanguinaccio". Nella tradizione dolciaria pasquale di Girifalco  oltre alle nepitelle classiche si confezionano le cassatelle realizzate con pasta tipo brioche e un ripieno ottenuto con ricotta, tuorlo d'uovo, zucchero e buccia grattugiata di limone e di arancia.

Nella gioia della condivisione l'augurio di una Pasqua di pace e serenità.